mercoledì 13 ottobre 2010

Ceramica nel Borgo a Scomigo (TV) / Gathering of ceramic artists in Scomigo, Treviso

Tutti quelli che mi conoscono sanno che sono negata per gli aspetti commerciali di qualsiasi attività. Tant'è così che l'unico modo di rendere economicamente vantaggiosa la mia professione è trovare un partner che possa colmare le mie lacune, fare preventivi in cui non ci si rimetta, fare fatture senza rimorsi, esigere soldi quando sono dovuti. Ecco perché quando si tratta di vendere gli oggetti che creo per diletto, siano essi ceramiche d'uso o bijoux e mi trovo quindi da sola a gestire questi aspetti, non posso che constatare la mia incapacità di commercializzarmi. Puntualmente i mercatini mi deprimono, mi riempiono di dubbi sulle cose che faccio, sul mio gusto nel proporle... La sicurezza di sé è una qualità che non posso vantare.
E' per questo che ho trovato l'ambientazione ideale a Scomigo, sui colli trevigiani tra Vittorio Veneto e Conegliano. Nel piccolo borgo, l'agguerrita e calorosa associazione Piccoli Ceramisti si propone di avvicinare il pubblico alla ceramica con una manifestazione annuale che chiama a raccolta ospiti ceramisti affinché esibiscano i loro lavori e dimostrino i loro processi dal vivo. L'incredibile ospitalità dell'associazione è la chiave dell'evento: mattinata di socializzazione tra ceramisti a spasso per vigneti (con i conseguenti assaggi), pranzo offerto dall'associazione e pomeriggio a lavorare l'argilla in pubblico. E' stata una splendida occasione per conoscere artisti di altre zone e condividere informazioni. Intrattenendomi poi con l'argilla non ho nemmeno sofferto della consueta sindrome "da fiera" che di solito mi lascia depressa per una settimana. E sono persino riuscita a rifarmi dei soldi spesi per acquistare qualche buona bottiglia di prosecco. Nelle foto le due scatole costruite a lastre texturate in un pomeriggio di sole a Scomigo.
Prosit!!

There's a small town on the hills between Vittorio Veneto and Conegliano (Treviso Province) where a miracle takes place once a year: the encounter between clay and wine. In Scomigo - that's the name of the village - potters are summoned by the local potter's guild, the "Associazione Piccoli Ceramisti di Scomigo" to show their work and process, to spend a day talking pottery and, last but not least, sip wine. What's better than that!! This is no great gathering, it's the small scale of the event that makes it even more enjoyable, as artists are invited and welcome on a personal basis. The main features in the gathering this year were a visit to a local vineyard that makes organic wine, lunch hosted by the Alpini (the ex Mountain Corps armymen), and a very peaceful afternoon in which potters publicly exhibited their techniques and artwork. I had a lot of fun because I was busy potting and did not bother about actually selling my work. And guess what?? Some of it sold on its own, and paid for the bottles of Prosecco extra dry that I brought home. 
In the picture the two boxes that I slab-built on that very enjoyable Sunday afternoon. Cheers!!

venerdì 1 ottobre 2010

Silviapotter da oggi bilingue - Silviapotter goes bilingual

Quando ho iniziato questo blog l'intenzione era quella di trovare un interlocutore per le mie sperimentazioni in ceramica, la sfera non professionale della mia attività. La decisione di bloggare solo in italiano è stata probabilmente un gesto di pigrizia, ma anche un modo di tenere separati il lavoro dal gioco. Infatti, se avessi dovuto trasporre questi testi in inglese avrei mescolato le carte e avrei avuto la sensazione di stare lavorando, cosa che cerco di confinare allo stretto ambito professionale. Il problema è che faccio la traduttrice e che sto cercando di smettere, anche se molto lentamente. Quale dentista vorrebbe trapanare denti mentre fa aeromodellismo nel suo tempo libero?


Arrivata a questo punto però trovo che il Mare Nostrum mi stia un pochino stretto, per cui ho deciso di aprire le frontiere. Silviapotter diventa bilingue, con una grossa licenza poetica: la versione in inglese non sarà la traduzione dell'italiano, solo un'ulteriore possibilità di divagazione. In foto un omaggio all'autunno. Una selezione di foglie raku. Si sta come le foglie...




Ok, I give in. When I started blogging about ceramics it was out of isolation. Very few potters in Italy that I could talk to, and still fewer in the remote, narrow-minded, mountain area I live in. I was experimenting with clay and glazes and wouldn't have anybody to talk about it to (except for my very patient, ceramic artist mentor-friend Claudia Dorkenwald). Therefore, I started to blog in Italian because for me it was quicker and more spontaneous but especially because I did not want my day-job and my hobby to mix. You see, I am a professional translator and translating my posts would have added to the heap of untranslated work still waiting to be processed on my desk. Yet as I said the sea is huge and I was just fishing in my garden pond. It ended up feeling narrow, so I've decided to fish in the broader sea and post in Italian AND in English, although the English version will hardly ever be a translation of my Italian posts, so that I do not feel like I'm working. Silviapotter goes bilingual. If anybody should be interested in my previous posts, just let me know. I might make and exception and translate it for you. 
In the pictures, a celebration of the Fall. A selection of leaves, with spirals, one of my favourite obsessions.

mercoledì 15 settembre 2010

Silviapotter su "Beads and Tricks"


Questo è ciò che intendo dire quando parlo di networking che funziona. In questo blog ho avuto modo di nominare più di una volta Alessia di Beads and Tricks. Una blogger dalla quale sono stata iniziata alla lavorazione di bigiotteria in metallo, e specialmente del filo di rame. Da lei ho imparato a martellare, apprezzando il suo gusto nella scelta delle forme, dei colori e dei materiali. Seguendo i suoi link ho scoperto un mondo di creatività che non conoscevo: quello dei costruttori di bijoux (per qualche motivo l'italiano bigiotteria suona spregiativo, io preferisco il francese bijoux o l'inglese jewels, non per esterofilia ma perché l'italiano sembra inadeguato).
Un universo densissimo e internazionale, pieno di persone che trovano negli accessori il modo di esprimersi e una voce nella rete. Un nutrito coro di voci questo, che si intersecano dando origine al noto fenomeno dell'impollinazione incrociata, in un'arena in cui si incontrano idee, spunti e spesso anche dei concreti aiuti tecnici nella forma di tutorials.

Ebbene oggi Alessia ha dedicato un post ai miei microlavori in ceramica e vetro, ovvero alle mie artbeads, un ambito assai poco esplorato in Italia. E mi auguro soltanto che qualcuno dei 676 (dicesi seicentosettantasei) lettori di Beads and Tricks si faccia un giro da queste parti e magari trovi interessante o istruttiva una qualsiasi delle mie divagazioni.

giovedì 9 settembre 2010

Mea culpa e dichiarazione d'amore

In questi ultimi tempi sono stata un po’ distratta rispetto alla ceramica. La passione si era sensibilmente raffreddata e, come succede in tutti i rapporti d’amore, questa disattenzione aveva aperto un varco in cui si era insinuata un’altra presenza…il vetro. Un mondo parallelo e nuovo da esplorare con l’abitudine alla ricerca che mi viene da una diecina d’anni di sperimentazioni con la creta. Un universo affascinante, anche se infinitamente più piccolo della galassia ceramica, che mi aveva occupato la testa e il tempo dei giochi, lasciandomi un vago senso di colpa rispetto al mio amore ufficiale. Non mi rivolgevo più ai miei libri sacri in cerca di lumi, sfogliavo distrattamente i periodici specializzati appena consegnati dal postino…

Poi domenica scorsa, sfidando i miei limiti fisici e geografici, ho deciso di affrontare 8 ore di treno per fare un blitz a Faenza e vedere Argillà, probabilmente l’evento ceramico più grosso d’Italia. E proprio lì, mentre toccavo avidamente gres tedesco e francese e traslucide porcellane, mentre osservavo con venerazione smalti cristallini, mentre trovavo interlocutori che parlavano la mia stessa lingua in una Babele di creta, proprio lì è riavvenuto il miracolo, la liquefazione del sangue di quale che sia il santo dei ceramisti.

La sera sono risalita sul treno con l’urgenza di chi deve rivedere un amante, con l’ansia colpevole di qualcuno che ha qualcosa da farsi perdonare e l’indomani ci siamo ritrovati. Grazie a Dio non è stato come la crudele prima volta, piuttosto ci siamo ripresi proprio da dove ci eravamo lasciati.
Ho reimpastato l’argilla abbandonata nei secchi la primavera scorsa, ne ho fatto quattro pezzi e uno alla volta li ho foggiati sul tornio. E qui va la dichiarazione: IO AMO L’ARGILLA, amo sentirne il tocco sulle mani, amo l’epifania del momento in cui la plasmo contro la forza centrifuga (quando riesce), amo l’assenza di limiti della materia informe e allo stesso tempo sono traumatizzata dalle infinite possibilità.
E adesso, adesso ne ho la certezza. Anche se potranno esserci momenti di noia, fisiologici cali della passione e magari anche qualche intrusione esterna, adesso io lo so: questo è un amore che sarà con me sempre.

In foto, gli straordinari smalti cristallini matt di Yves Lambeau.

giovedì 2 settembre 2010

La meraviglia nelle piccole cose (potter abducted by the glass bug)

Qualche tempo fa sono stata rapita da un alieno: il virus del vetro. Fa una strana impressione essere in un laboratorio di ceramica, circondati da oggetti di dimensioni macroscopiche, vasi, ciotole, brocche, seduta a un tavolino con il cannello, concentrata su una pallina di vetro di un centimetro di diametro. E' un cambiamento di scala che mi sorprende per la minuzia dei dettagli, si lavora con canne e fili di vetro che vanno dai 6mm al millimetro di spessore, qualche volta anche meno. E poi mi untrippo su un particolare (mi rendo conto che la parola intripparsi è un desueto retaggio degli anni '80) , sul modo in cui  il vetro si muove come un magma incandescente o come intrappola una bollicina d'aria, che diventa un piccolo occhio spalancato o uno specchietto che riflette la luce 
Ad ogni modo si fanno progressi nella tecnica a lume e non molti sul fronte ceramica di questi tempi, ma se riesco ad andare a Faenza questo fine settimana potrei tornare con una valanga di idee da infondere nell'argilla.  

giovedì 22 luglio 2010

Il pollaio mediatico e il rischio di plagio

In questi giorni sono stata coinvolta, a dir la verità inconsapevolmente, in una polemica sul plagio tra "creativi" della worldwide web. Già la parola "creativo" mi dà il prurito, mi porta suggestioni legate al design e alla moda con le quali personalmente ho poca affinità.


Il problema è sorto su una vetrina di gioielli di facebook: un utente ha allegramente e integralmente scopiazzato un motivo spacciandolo per proprio. La cosa era abbastanza ridicola perché ha copiato il motivo vincitore della copertina della stessa vetrina (per capirci, la foto del mese della vetrina), pubblicando poi la copia sullo stesso mezzo. L'autore dell'originale - inutile nasconderci dietro a un dito - peraltro già nominata su questa pagina, è una creatrice di gioielli e blogger con un'allucinante seguito di più di 600 lettori fissi, Alessia Spalma di Beads and Tricks. L'ho già citata qui per il gusto che esprime nelle sue cose e per la generosità con cui condivide i trucchi della sua arte.
Alessia si è indignata nel vedersi scopiazzata, ha esternato su facebook, ed è seguita una lunga discussione in cui qualcuno ha preso fischi per fiaschi e a un certo punto ha citato me, nome e cognome, come autore del misfatto. Vagamente divertita, sono intervenuta sia per chiamarmi fuori - quando imito cerco sempre di citare le fonti - ma anche per relativizzare. Ognuno di noi impara per imitazione, ma certo è poco furbo proporsi con la propria, tra l'altro scadente copia da principiante, sullo stesso mezzo. Quando si studia uno strumento, ci si forma a un mestiere, non si può prescindere dagli esempi. Si copia per imparare e solo quando si è padroni di una tecnica, di un materiale, di uno strumento, si può pretendere di personalizzare. Se improvviso sul flauto dopo la prima lezione faccio rumore, non jazz.
Nel campo delle arti il problema è spinoso. Ricordo che tempo fa la mia amica ceramista Whitney Smith si era inalberata allo stesso modo perché un principiante offriva su Etsy una bruttacopia delle sue scodelle matriosca a fior di loto. E ricordo anche di essermi stupita della reazione, perché non si può pretendere di avere il copyright del fior di loto o delle scodelle concentriche. Il problema è di nuovo che il principiante le ha offerte su Etsy, proprio dove erano gli originali.
Ad ogni modo, in questi frangenti la mia politica è la seguente:
1. Cercare di incorporare ciò che mi piace (a rischio di copiare) nel mio ambito di ricerca (la ceramica e il vetro)
2. Citare la fonte quando so di prendere spunto spudoratamente.

Il resto dipende, credo, dall'onestà personale, dalla personale perizia nell'uso del mezzo, e dal gesto che è infuso nell'oggetto, che è ciò che alla fine distingue la qualità artigianale-artistica sia dal prodotto industriale che dal prodotto di un dilettante.
La vita è dura per chi ha stima del lavoro manuale. Non bastava la concorrenza dell'industria, ci si mettono anche i copycats (gli imitatori).
Un'ultima considerazione sull'uso della rete come vetrina. Ero convinta che fosse un toccasana per quelli che come me sono negati per il commercio. Avere un negozietto elettronico potrebbe essere la soluzione per commercializzare in qualche modo ciò che si produce (lo sanno i miei scaffali pieni di ceramica inevasa), ma la diffusione delle proprie immagini sull'arena globale è sicuramente un'arma a doppio taglio. La rete è estremamente democratica e dà le stesse controindicazioni della democrazia.

In foto due braccialetti con le mie sudate perle in vetro lavorate al lume. E quando dico sudate, non lo dico a caso. Cosa ne dite di lavorare a 10 cm da una fiamma che sviluppa oltre 600 gradi in questa estate in stile indiano??

venerdì 16 luglio 2010

Anticipare i tempi

Oggi è arrivato il numero Luglio/Agosto di Pottery Making Magazine. Sono perplessa, anzi, sono veramente perplessa!!!! Che io abbia il potere di precorrere i tempi??? Su questo blog nei mesi scorsi ho dettagliatamente trattato tre degli argomenti di cui si occupa PMI in questo mese. Nella sezione "In the mix" c'è infatti un articolo del mitico Robin Hopper che parla, per la verità in modo più dettagliato che nei suoi libri, della pasta egiziana con cui ho sperimentato nei mesi scorsi (vedi qui e qui). Peraltro l'unica illustrazione di un prodotto finito è una brutta collana che non arriva neanche ai tacchi delle mie, ad esempio di questa in pasta al rame e rame martellato.
Poi la sezione "Supply room" si occupa dei treppiedi e supporti da forno di cui ho reso conto qui.
E a rincarare ulteriormente la dose, la sezione "Tools of the trade" parla invece dei fornetti per i microonde con cui mi sono auto-iniziata alla cottura del vetro, anche se l'articolo riguarda esclusivamente la cottura di piccoli oggetti in ceramica.
Sono perplessa. Avevo fatto l'abbonamento a PMI cercando nuovi spunti e nuove idee e questa volta invece sono arrivata prima io. Sono troppo avanti!!! 


ps. sto sviluppando senso di colpa nei confronti della ceramica, la sto trascurando troppo mentre imparo a fare le perle al lume, ma questo nuovo gioco è troppo coinvolgente: ho paura che dia dipendenza.