sabato 4 dicembre 2010

Ecoraku da indossare /Ecoraku to wear

Per un ceramista la cottura raku è sempre un momento di festa. Grandi preparativi, un discreto investimento di tempo, e una forte componente di convivialità perché le manovre richiedono più di due braccia. Poi l'incognita dei risultati, non sempre all'altezza delle aspettative, ma sempre sorprendenti. Nel corso degli anni mi sono attrezzata per questa festa, ho letto libri (Steve Branfman soprattutto), ho costruito forni (grandi, piccoli, su ruote, in cemento/lamiera/rete e lana di caolino), ho sperimentato un'ampia gamma di materiali infiammabili e contenitori per la post-riduzione, compresa la "post-riduzione integrale" che consiste nel sostituire la cappa del forno con un bidone, spostando il forno anziché gli oggetti in cottura.




Tutti gli esperimenti fin qui compiuti andavano bene per oggetti di media grandezza con una certa massa e quindi una certa deriva termica. Con la riduzione integrale invece si riusciva a ridurre anche oggetti più grossi senza l'impiccio di spostare grossi pesi incandescenti.
Invece per le cose di piccola massa finora non avevo trovato soluzione. Cuocendoli su delle lastre si riusciva a spostarli, ma prima di riuscire a scaricare il forno i piccoli oggetti si raffreddavano e la riduzione non avveniva. Ho provato a costruire un forno piccolo in lamiera e lana ma la temperatura era estremamente disuniforme e impossibile da controllare, né a occhio né a termocoppia si riusciva a capire quando era l'ora di sfornare i pezzi. Infatti questo è rimasto per lungo tempo un problema senza soluzione.


E poi la settimana scorsa, dopo aver letto un post su ceramic arts daily, che raccomando vivamente, e dopo aver visto gli oggetti di maku su facebook, mi sono decisa a provare a fare la cottura raku in solitaria usando il forno a microonde e uno di quei marchingegni al carburo di silicio noti come "microwave kiln", che avevo iià utilizzato in passato per la vetrofusione.
I risultati sono stati entusiasmanti anche se incostanti. Il rame fa il rame metallico con estrema facilità purché la post-riduzione si faccia in un contenitore piccolo. Carta, foglie e paglia si incendiano facilmente e danno una carbonizzazione estremamente soddisfacente senza creare enormi quantità di fumo.
Dove il rame interagisce con il ferro ho anche avuto iridiscenze variegate, e non ho ancora provato il nitrato d'argento!!! 


 Il procedimento è estremamente empirico, perché bisogna farsi guidare dal colore ce fuoriesce dallo spioncino, ma visto che tra una cottura e l'altra non tarscorrono più di 15 minuti è possibile imparare dall'esperienza e aggiustare il tiro con estrema facilità.  E senza usare gas per la cottura e alimentando il microonde con l'impianto fotovoltaico ho realizzato i miei primi bijoux ECORAKU!  ECORAKU DA INDOSSARE!!!



Raku is a lot of fun for any potter. It requires considerable commitment though, in terms of both equipment and time. It's a long day of work with a friend because I cannot man the kiln and reduction by myself. The effort it takes usually leaves me with a nasty migrain to live with the next day.
Over the years I  researched raku pretty thoroughly, I studied books (Steve Branfman's especially), I built various kilns out of cement/net/sheet metal and kaowool, I tried an array of reduction material and containers. Among these, an impressive "total reduction" technique by which we moved the kiln shell instead of moving the ware. And it all worked fine for medium-size objects with some mass and thermal drift, whereas the "total reduction" technique was grand for large pieces that would have been too difficult to move while red-hot.


But for small stuff like jewel components I could not come up with a satisfactory solution. I tried moving them and reducing them on a slab for ease of handlung and increased thermal drift. I even tried making a small gas kiln that tuned out to be too uneven in temperature and impossible to understand. All to no avail.



Then last week, after reading a post on ceramic arts daily - which I warmly recommend - and viewing the jewels by maku on facebook, I decided to raku-fire jewels solo-style in a microwave oven with one of those silicon carbide gadgets known as microwave kilns that I used to fuse glass in. And the results were very appealing. Copper truly flashed and the blackened surfaces looked like the real thing without me getting all smoked over. I even got some flashing rainbows where copper met iron. I loved it.
Being so very empirical, it cannot be expected to be consistent, but it is easy to learn when a full firing/reduction cycle takes ten to fifteen minutes to the most.
On top of all that, rakuing in a PV-fed microwave means that these were my very first ECORAKU jewels.
ECORAKU TO WEAR!!! WAY TO GO!!


3 commenti:

L'Officina ha detto...

Belli i tuoi lavori!
Anch'io ho letto l'articolo sul fornetto microonde ora che vedo che hai provato è venuta una bella curiosità anche a me di provare.
Ho guardato un pò in giro per un fornetto ma non so bene cosa è meglio. Puoi darmi un consiglio?
Grazie e ancora complimenti!

sil ha detto...

Ciao Sonia, io l'ho comprato un anno fa per iniziare a fare vetrofusione. Ho speso un centinaio di Euro da Hobbyland.it, che mi risulta essere l'unico sito in italia che venda queste cose. Ma è molto caro, pensa che il vetro di Murano fatto in provincia di pd è molto più conveniente comprato in rete da UK. Fai una ricerca sui siti inglesi che magari sono più convenienti. Quello che ho preso è fatto a cupola con tutto l'interno della cupola nera di carbone di silicio. Ho visto che altri hanno il tetto piatto bianco, non so se siano altrettanto efficienti. Funziona benissimo, fonde lo smalto in 5-6 minuti, ma bisogna fare interamente a occhio. Se hai domande specifiche chiedimi pure
Buon lavoro

Marshall ha detto...

Wow, una meraviglia questi ciondoli! E molto interessante la descrizione ...ho fatto un corso di ceramica raku la scorsa estate e devo dire che mi ha entusiasmato: buoni i risultati sui pezzi medio/grossi, non altrettanto per quelli piccoli! Ho un forno per vetrofusione,ma non di piccole dimensioni. Quasi quasi tento qualche esperimento...