Non sempre mi piace ricevere ordini di oggetti particolari. Devo dire però, che spesso queste richieste mi stimolano a sondare ambiti in cui probabilmente non sarei mai andata. Per esempio, sto facendo, per una premurosa amica dei gatti, una fontana in ceramica a cui i mici possano abbeverarsi. La fontana è attualmente in fieri e ha buone probabilità (a meno di ulteriori incresciose rotture) di vedere la luce nelle prossime settimane.
La richiesta di cui vi voglio parlare è stata posta da un innamorato che non solo ha voluto per la sua amata un oggetto fatto a mano (fatto già encomiabile di suo) ma lo ha anche immaginato, commissionando a me l'esecuzione. Il girocollo doveva comprendere perle di vetro di colore oro e nero, sia soffiate che piene. Ora, già l'enunciato pone due distinte difficoltà. La prima è che a me personalmente il colore dorato, e l'oro in genere, non piacciono per niente, per cui concepire una collana dorata mi riesce di per sé faticoso. La seconda è che il vetro nero è in realtà un viola molto scuro. Perciò le perle nere soffiate, a seconda dello spessore, rischiano di non essere nere in trasparenza.
C'è stato molto lavoro di progettazione, la solita dose di olio di gomito, e i risultati sono questi.
Girocollo in vetro soffiato nero, ambra e trasparente, biconi in ottone, perle massicce decorate.
Orecchini asimmetrici in vetro soffiato, bicono in ottone e argento.
Sono soddisfatta del risultato. Mi auguro sia piaciuto anche alla fortunatissima destinataria del regalo.
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domenica 12 marzo 2017
domenica 1 gennaio 2017
Propositi per il nuovo anno e bilanci
Tra i propositi del nuovo anno ahimè non c'è una più assidua frequentazione di questo blog. Le ragioni sono varie. Mancanza di tempo per incominciare. Tra sito, social e e-commerce in costruzione certo non ho voglia di passare altro tempo al computer, che volentieri dedicherei al cannello o al tornio. Poi, correggetemi se sbaglio, ho l'impressione che il mondo proceda verso altri strumenti e che la lettura in generale non sia passatempo di molti. Si preferisce ormai il mordi-e-fuggi di Facebook e Instagram che a me non stanno molto simpatici, e mi dispiace perché il blog è stato in molti casi il mio modo di usare la lingua italiana in modo creativo, finalizzato ma creativo.
Poi sono venute meno le ragioni iniziali del mio blog. Mi ci sono avvicinata perché, in assenza di interlocutori umani, avevo l'esigenza di comunicare il mio percorso, le scoperte quotidiane del mio lungo apprendistato. Oggi sono un'artigiana con un negozio fisico e la comunicazione della mia passione per la ceramica e il vetro, del mio processo creativo, fa parte delle mie mansioni quotidiane. Anzi se vi capitasse di entrare nel mio regno incantato di via Lusa 1C nell'antico borgo murato di Feltre, sarà mia cura illustrarvi con dovizia di dettagli ogni manufatto (la parola "creazione" mi sta mooolto antipatica).
E per finire il discorso propositi, quello di quest'anno è TENERE DURO. Non lasciare che l'attività eroda la passione per l'argilla, per il vetro e per i metalli. E per questo dovrò limitare gli orari di apertura, che nel 2016 sono stati esagerati, e dovrò avviare seriamente l'e-commerce a cui sto lavorando.
Fine dei propositi
Quanto a bilanci, il 2016, primo anno della mia attività artigianale, non è andato male. Ho stabilito collaborazioni significative con altri artigiani locali, ho vinto il premio della giuria alla manifestazione "Portoni Aperti" di Nove (VI), ho avuto molte soddisfazioni da clienti italiani e stranieri. Ieri per esempio un mio vaso ha preso la strada del Canada.....pian pianino la Ceramica di Silviapotter sta invadendo il mondo. Insomma, ho messo a dimora molti semi e il tempo dirà che cosa ne verrà fuori.
Poi sono venute meno le ragioni iniziali del mio blog. Mi ci sono avvicinata perché, in assenza di interlocutori umani, avevo l'esigenza di comunicare il mio percorso, le scoperte quotidiane del mio lungo apprendistato. Oggi sono un'artigiana con un negozio fisico e la comunicazione della mia passione per la ceramica e il vetro, del mio processo creativo, fa parte delle mie mansioni quotidiane. Anzi se vi capitasse di entrare nel mio regno incantato di via Lusa 1C nell'antico borgo murato di Feltre, sarà mia cura illustrarvi con dovizia di dettagli ogni manufatto (la parola "creazione" mi sta mooolto antipatica).
E per finire il discorso propositi, quello di quest'anno è TENERE DURO. Non lasciare che l'attività eroda la passione per l'argilla, per il vetro e per i metalli. E per questo dovrò limitare gli orari di apertura, che nel 2016 sono stati esagerati, e dovrò avviare seriamente l'e-commerce a cui sto lavorando.
Fine dei propositi
Quanto a bilanci, il 2016, primo anno della mia attività artigianale, non è andato male. Ho stabilito collaborazioni significative con altri artigiani locali, ho vinto il premio della giuria alla manifestazione "Portoni Aperti" di Nove (VI), ho avuto molte soddisfazioni da clienti italiani e stranieri. Ieri per esempio un mio vaso ha preso la strada del Canada.....pian pianino la Ceramica di Silviapotter sta invadendo il mondo. Insomma, ho messo a dimora molti semi e il tempo dirà che cosa ne verrà fuori.
martedì 5 luglio 2016
Impressioni di giugno
Appena chiuso il primo semestre da artigiana, vale la pena di tirare un rigo mentale e qualche conclusione. Non è facile stare al mondo per un piccolo artigiano. Ci sono giornate in cui mi sembra che possa funzionare, fioccano i complimenti, si vende qualcosa...
Poi ci sono altre giornate in cui la stanchezza ha il sopravvento e mi chiedo se stavamo meglio quando stavamo peggio, se in realtà i sogni siano belli solo finché sono sogni. La mia paura è di non divertirmi più a fare ceramica, a fare le perle al cannello, a costruire gioielli, la paura di fare artigianato senza passione, di creare oggetti senz'anima.
Ad ogni modo giugno è stato un buon mese, almeno questa volta non mi dovrò vergognare quando consegnerò la contabilità al commercialista. La mostra dell'Artigianato di Feltre è stata una conferma, l'occasione di fare conoscere la bottega a livello locale. Ho in mente altri due mercati per quest'anno, il Festival di Lonato del Garda (BS) dal 4 al 7 agosto, un'occasione per rivedere un sacco di gente bella e di riposare un pochino. Il secondo mercato sarà il 10-11 settembre e solo di ceramica, la manifestazione Portoni Aperti, ovvero la Festa della Ceramica di Nove (VI).
Nel frattempo, e come sempre, sono nella bottega di Silviapotter, in Via Lusa 1C, a Feltre (BL).
Poi ci sono altre giornate in cui la stanchezza ha il sopravvento e mi chiedo se stavamo meglio quando stavamo peggio, se in realtà i sogni siano belli solo finché sono sogni. La mia paura è di non divertirmi più a fare ceramica, a fare le perle al cannello, a costruire gioielli, la paura di fare artigianato senza passione, di creare oggetti senz'anima.
Ad ogni modo giugno è stato un buon mese, almeno questa volta non mi dovrò vergognare quando consegnerò la contabilità al commercialista. La mostra dell'Artigianato di Feltre è stata una conferma, l'occasione di fare conoscere la bottega a livello locale. Ho in mente altri due mercati per quest'anno, il Festival di Lonato del Garda (BS) dal 4 al 7 agosto, un'occasione per rivedere un sacco di gente bella e di riposare un pochino. Il secondo mercato sarà il 10-11 settembre e solo di ceramica, la manifestazione Portoni Aperti, ovvero la Festa della Ceramica di Nove (VI).
Nel frattempo, e come sempre, sono nella bottega di Silviapotter, in Via Lusa 1C, a Feltre (BL).
domenica 3 agosto 2014
Di cabochon e castoni
Ultimamente mi sono appassionata alla costruzione di perle senza buco, ovvero di cabochon, e ai modi in cui questi possono diventare dei gioielli. Le proprietà e il comportamento del vetro sono sempre gli stessi ma lavorare su una superficie piatta anziché su un ago è una sfida che non potevo non raccogliere. L'esempio da cui ho imparato molto è Dora Schubert, che mi ha fatto capire i giochi di trasparenze ed elementi geometrici.
Al repertorio normale di punti e righe si sono aggiunte man mano tecniche più specifiche come quella della bravissima Mangobeads, i cabochon arlecchino, che sfrutta le caratteristiche naturali del vetro. Una tecnica laboriosa che dà dei risultati di grande soddisfazione.
Lo scopo iniziale di fare anelli è stato ampiamente raggiunto. Rame e argento sono perfetti per questo lavoro. La curva di apprendimento è stata molto ripida inizialmente, ma a un certo punto la costruzione dei castoni e poi degli anelli è diventata quasi naturale e una divertente alternativa al cannello.
A questo punto si tratta di trovare qualche altro utilizzo per i castoni, due tentativi sono già stati fatti. A voi il primo paio di orecchini.
Al repertorio normale di punti e righe si sono aggiunte man mano tecniche più specifiche come quella della bravissima Mangobeads, i cabochon arlecchino, che sfrutta le caratteristiche naturali del vetro. Una tecnica laboriosa che dà dei risultati di grande soddisfazione.
Lo scopo iniziale di fare anelli è stato ampiamente raggiunto. Rame e argento sono perfetti per questo lavoro. La curva di apprendimento è stata molto ripida inizialmente, ma a un certo punto la costruzione dei castoni e poi degli anelli è diventata quasi naturale e una divertente alternativa al cannello.
A questo punto si tratta di trovare qualche altro utilizzo per i castoni, due tentativi sono già stati fatti. A voi il primo paio di orecchini.
venerdì 12 aprile 2013
Il silenzio è d'oro?
Ci sono infatti momenti in cui si sta zitti e si fa, si ascoltano pareri, consigli - quasi mai richiesti, critiche - raramente benvenute, ma si continua a fare, spesso senza essere compresi.
Il pregio e il limite del mio temperamento pseudo-artistico: ho bisogno di continuare a fare, trovo infiniti stimoli, non riesco a smettere di continuare a provare, a sperimentare... Non c'è un punto di arrivo, solo un traguardo intermedio tra il punto di partenza e l'infinito.

Il silenzio è d'oro? Per me è di alluminio!! (in foto collane e girocollo, in vetro a lume e alluminio).
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martedì 18 dicembre 2012
Finalmente, Murano
Il 23 novembre è stato un giorno epocale per più di un motivo.
Dopo due anni di esperimenti solitari con il vetro a lume, dopo una crescita
per approssimazioni successive (che in inglese si traduce in modo molto più
efficace con "by trial and error" ovvero "provando e
sbagliando") sono andata a farmi dare una "raddrizzata" da un
Maestro (la maiuscola non è casuale) nella capitale mondiale del vetro a lume,
Murano.
Questo significa
che per la prima volta nella mia vita ho varcato gli 80 km che mi separano da
Venezia, ho preso il vaporetto e sono sbarcata a Murano nella bottega di Davide
Penso, maestro del vetro a livello planetario. Sono andata alla fonte a farmi dare una
sistemata dal quel Davide Penso ampiamente citato nel libro di Lark Books Masters: Glass Beads: Major Works by Leading Artists.
Ovviamente Davide
mi ha strapazzata a dovere. Il suo approccio è molto diverso da tutto quello
che avevo visto fino ad allora, vale a dire on-line e sui libri, visto che non
avevo altra esperienza dal vero. Basti dire che quando mi ha vista lavorare ha
detto subito: Ok, vedo che sai fare, ma per me come lavori tu è l'anticristo.
Davide ha un approccio professionale orientato alla produzione, infatti il suo
interesse è per il vetro come materiale dei fantastici gioielli che disegna e realizza.
Non gli interessa la singola perla e perciò non vede il senso dello spenderci
un'ora sopra. Mortificante ma molto istruttivo.
Ho imparato molto. Ho corretto qualche problema di
impostazione della fiamma e ho avuto delle buone dritte su come modificare la
mia posizione di lavoro, ma soprattutto ho imparato ad accelerare la prima
parte del lavoro, che è la più noiosa, cioè fare la perla, per poter passare
prima alla parte più creativa e interessante, ossia la decorazione.
Le mie perle
adesso sono più tonde e la mia fiamma è più efficace. Probabilmente continuo a
fare un sacco di errori, ma mi ci diverto di più perché il tempo che passo al
cannello è più produttivo e creativo. Con l'occasione ho fatto più pratica con
lo stringerwork, ovvero con i fili di vetro usati per disegnare, e di queste
perle sono "abbastanza orgogliosa."
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domenica 11 novembre 2012
Il viaggio di Claudia Trimbur-Pagel
Claudia Trimbur-Pagel è tedesca ma vive in Francia. La sua formazione è nel settore della grafica e dell'illustrazione, e questo dato è un elemento che caratterizza la sua esperienza con il vetro a lume. Tra gli addetti ai lavori Claudia è nota per la precisione del suo tratto e la scelta - appunto grafica - dei motivi.Infatti la decorazione delle sue perle è straordinariamente originale. Non ci racconta l'intera storia: ce ne suggerisce un pezzetto che evoca tutto il resto. Pezzi di volti, di farfalle, pesci e spirali delineati con grande precisione e con un forte potere evocativo. Motivi che sono a momenti naif e quasi ispirati ai cartoni animati e a momenti di grande raffinatezza.

In settembre è uscito il suo libro "Glass Bead Trip", un lavoro impeccabile sia sul piano grafico che su quello dei contenuti.
In tre lingue, inglese, tedesco e francese, con una quantità di illustrazioni sufficienti a fare sbavare il più scafato beadmaker.
E' articolato come una collezione di tutorials (proibitivi per i principianti) per imparare a fare perle con linee sottili, murrine e shards (scaglie sottili di vetro ottenute per soffiaggio), come quelle con le faccine e gli occhi di murrina qui accanto o con i teneri cagnetti di cui vorrei avere un'intera famiglia.
.
Oltre che per l'abilità con cui sono eseguite, queste perle si contraddistinguono per il taglio della decorazione, e la scelta dei motivi. Una capacità che invidio moltissimo e che si spiega solo con le esperienze formative dell'autore e con la sua dimestichezza con le scelte grafiche.Il volume contiene inoltre un'introduzione alle paste modellabili in argento che insegna a trasformare le perle in gioielli veramente unici, anche se quelli di Claudia non sono alla portata di chiunque.
Un libro pieno di spunti ad alta complessità, con esempi così perfetti da sembrare irraggiungibili.Il più bel libro di lampworking per non principianti che abbia mai visto. Un libro che mi sarà estremamente utile non appena avrò superato il senso di soggezione che mi provocano le perle e i gioielli di Claudia Trimbur-Pagel.
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mercoledì 9 maggio 2012
Evoluzioni circensi
Questa primavera sono attirata dai colori. I contrasti e il chiasso visivo della natura che si risveglia quest'anno fanno presa più del solito.
A partire dalle esperienze con la lamina di metallo sono nati molti orecchini , a cui è seguito un girocollo che mi piace moltissimo, e da qui ho iniziato ad immaginare nuove configurazioni per le perle a lume viste lateralmente.
Risolvendo alcuni problemi di ordine tecnico-progettuale sono arrivata alle questa piccola serie di collane circensi.
CIRCO 1
Perché questo nome? Perché per qualche motivo queste vivacissime perle sospese mi ricordano i personaggi del circo e i trapezi. Evoluzioni che rappresentano anche una mia evoluzione rispetto al girocollo precedente.
Le mie perle di vetro lavorate a lume sono montate tramite chiodini in rame smaltati alla fiamma (il problema tecnico a cui ho trovato una mia soluzione) su dei cerchi di rame argentato battuto e saldato.
Un oggetto divertente da indossare in una giornata di sole.
A partire dalle esperienze con la lamina di metallo sono nati molti orecchini , a cui è seguito un girocollo che mi piace moltissimo, e da qui ho iniziato ad immaginare nuove configurazioni per le perle a lume viste lateralmente.
Risolvendo alcuni problemi di ordine tecnico-progettuale sono arrivata alle questa piccola serie di collane circensi.
CIRCO 1
CIRCO 2
Perché questo nome? Perché per qualche motivo queste vivacissime perle sospese mi ricordano i personaggi del circo e i trapezi. Evoluzioni che rappresentano anche una mia evoluzione rispetto al girocollo precedente.
Le mie perle di vetro lavorate a lume sono montate tramite chiodini in rame smaltati alla fiamma (il problema tecnico a cui ho trovato una mia soluzione) su dei cerchi di rame argentato battuto e saldato.
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sabato 26 giugno 2010
Made in Italy: Vetlo di Mulano??
Non è facile la vita dell'artigiano, specialmente in un mondo che non dà valore al lavoro manuale. Difficile far capire per quale motivo una tazza foggiata a tornio e decorata a mano costi quanto due o tre tazze comprate al supermercato. E poi ci sono i furbacchioni tra gli artigiani stessi. Metti il caso del vetro di Murano e delle perle al lume. Una collega "artigiana" del vetro, a cento metri dal mio stand, ha allestito una postazione per la dimostrazione delle perle al lume, con tanto di cannello e bombole di propano/ossigeno.
Che fortuna - ho pensato. Finalmente riuscirò a vedere la tecnica dal vivo e a fare tutte le domande a cui non riesco ancora a dare risposta. E in effetti, la signora qualche perla la fà dal vivo, riscuotendo grande interesse tra le persone che poi sono invogliate ad acquistare gli oggetti che credono di aver visto nascere. Che "credono" di aver visto nascere, perché la signora magari le perle le sa fare, ma vende vetro cinese usando l'amo delle perle veneziane come specchio per le allodole.
Che delusione, manco gli artigiani vendono più artigianato, ai mercatini come a Venezia. E infatti, la "artigiana" (quante virgolette in questo post avvelenato), in separata sede ha ammesso che lei in realtà si ritiene un'ideatrice di perle che poi le fa fare da altri, ommettendo di dire che questi altri non sono artigiani, e tanto meno veneziani.
Si badi bene, dai cinesi non c'è che da imparare la capacità di cogliere le opportunità, soprattutto quelle che noi ci facciamo scappare. Certo è giusto che il consumatore sappia cosa compra e che il commerciante non finga di essere ciò che non è. E magari che queste sedicenti "mostre dell'artigianato" esercitino qualche tipo di filtro per evitare la presa in giro.
Ad ogni modo, forse una speranza c'è, a giudicare dalla cronaca del Gazzettino di oggi.
Venezia. Vetro di Murano "made in China": sequestrati 11milioni di articoli
Nei guai 3 società: due nella "patria" del vetro e una a Jesolo
Con un cambio di etichette cocci trasformati in artigianato
In foto due braccialetti di perle al lume fatte da me.
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lunedì 24 maggio 2010
Nuovo gioco: le perle al lume
C'e un posto nel mio cervello che incomincia a preoccuparsi della fascinazione che il fuoco esercita su di me.
Sono attratta dall'incandescenza e dalla fiamma, e quando vado per boschi mi capita di chiedermi, così come magari uno normale si chiederebbe "chissà come si chiama questo fiore" - chissà che cosa resta di questa foglia/sasso/legno se lo cuocio a 1000 gradi??
C'è un'altro posto nella mia mente in cui sono terrorizzata dal fuoco, retaggio di uno spavento infantile, di quando andò a fuoco la falegnameria di mio padre a Buenos Aires e papà si bruciacchiò braccia e sopraciglia per spegnerlo...
Ma il fascino prevale. Forse ciò che mi cattura è la sfida di controllare il fuoco, di misurarmi con lui e sfruttare la sua potenza per i miei scopi.
Ad ogni modo il nuovo giocatolo è un cannello per vetro collegato a una bombola di propano, la stessa che uso per il raku. Il gioco è antico ed è anche una specialità veneziana: le perle al lume. La cosa assurda è che a Venezia si stia perdendo in favore del vetro cinese: vi sfido a comprare vetro di Murano senza essere bidonati, ma questa è un'altra storia.
Avevo pensato di fare un corso per imparare a farle, ma il cannello era qui e funzionava, e in rete ci sono un sacco di video e tutorials... Quindi ecco le prime, tenere perle al lume di silviapotter. Quanto agli orecchini, un grazie a Alessia Beads and Tricks per l'idea del fiore.
C'è un'altro posto nella mia mente in cui sono terrorizzata dal fuoco, retaggio di uno spavento infantile, di quando andò a fuoco la falegnameria di mio padre a Buenos Aires e papà si bruciacchiò braccia e sopraciglia per spegnerlo...
Ma il fascino prevale. Forse ciò che mi cattura è la sfida di controllare il fuoco, di misurarmi con lui e sfruttare la sua potenza per i miei scopi.
Ad ogni modo il nuovo giocatolo è un cannello per vetro collegato a una bombola di propano, la stessa che uso per il raku. Il gioco è antico ed è anche una specialità veneziana: le perle al lume. La cosa assurda è che a Venezia si stia perdendo in favore del vetro cinese: vi sfido a comprare vetro di Murano senza essere bidonati, ma questa è un'altra storia.
Avevo pensato di fare un corso per imparare a farle, ma il cannello era qui e funzionava, e in rete ci sono un sacco di video e tutorials... Quindi ecco le prime, tenere perle al lume di silviapotter. Quanto agli orecchini, un grazie a Alessia Beads and Tricks per l'idea del fiore.
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