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giovedì 15 giugno 2017

Giugno, speriamo che il forno non metta il grugno

Giugno è per me il mese in cui si vedono i risultati del lavoro dell'anno, il momento della verità per le mie ceramiche. A fine maggio smetto di produrre nuovi oggetti a tornio e mi dedico a smaltare, un'attività critica ché può determinare sia l'inaspettata riuscita di un oggetto mediocre che la rovina delle forme più promettenti.
Per carattere non riesco a continuare a usare gli stessi effetti di colore. Ogni volta riprendo dai migliori risultati della volta precedente, mi riprometto di fermarmi alle cose sicure e poi finisco col deviare verso qualche nuovo esperimento, con tutti i rischi del caso.
Questa volta ho fatto un nuovo smalto base verde variegato e devo dire di essere soddisfatta, almeno fin qui. Il metodo di smaltatura che ho messo a punto negli ultimi 15 anni è laborioso ma mi garantisce effetti non ottenibili con metodi più semplici.



Ci sono almeno altre due infornate di terra rossa da fare questa settimana, sole permettendo (faccio partire il forno di mattina per sfruttare al massimo l'energia fotovoltaica che altrimenti regalerei al simpatico Servizio Elettrico Nazionale). Le due infornate fatte fin qui promettono bene. I blu sono intensi al punto giusto. Alcune scodelle in terra rossa si spacciano per gres con grande disinvoltura.



Ci sono anche tazze per tutti i gusti.



La maggior parte del verde non ha ancora visto la luce ma la scodella campione promette bene.


 E anche questi due contenitori con i coperchi decorati sono belli.


Speriamo che anche il resto sia all'altezza delle aspettative!!!
Felice estate!!

domenica 1 gennaio 2017

Propositi per il nuovo anno e bilanci

Tra i propositi del nuovo anno ahimè non c'è una più assidua frequentazione di questo blog. Le ragioni sono varie. Mancanza di tempo per incominciare. Tra sito, social e e-commerce in costruzione certo non ho voglia di passare altro tempo al computer, che volentieri dedicherei al cannello o al tornio. Poi, correggetemi se sbaglio, ho l'impressione che il mondo proceda verso altri strumenti e che la lettura in generale non sia passatempo di molti. Si preferisce ormai il mordi-e-fuggi di Facebook e Instagram che a me non stanno molto simpatici, e mi dispiace perché il blog è stato in molti casi il mio modo di usare la lingua italiana in modo creativo, finalizzato ma creativo.
Poi sono venute meno le ragioni iniziali del mio blog. Mi ci sono avvicinata perché, in assenza di interlocutori umani, avevo l'esigenza di comunicare il mio percorso, le scoperte quotidiane del mio lungo apprendistato. Oggi sono un'artigiana con un negozio fisico e la comunicazione della mia passione per la ceramica e il vetro, del mio processo creativo, fa parte delle mie mansioni quotidiane. Anzi se vi capitasse di entrare nel mio regno incantato di via Lusa 1C nell'antico borgo murato di Feltre, sarà mia cura illustrarvi con dovizia di dettagli ogni manufatto (la parola "creazione" mi sta mooolto antipatica).



E per finire il discorso propositi, quello di quest'anno è TENERE DURO. Non lasciare che l'attività eroda la passione per l'argilla, per il vetro e per i metalli. E per questo dovrò limitare gli orari di apertura, che nel 2016 sono stati esagerati, e dovrò avviare seriamente l'e-commerce a cui sto lavorando.
Fine dei propositi

Quanto a bilanci, il 2016, primo anno della mia attività artigianale, non è andato male. Ho stabilito collaborazioni significative con altri artigiani locali, ho vinto il premio della giuria alla manifestazione "Portoni Aperti" di Nove (VI), ho avuto molte soddisfazioni da clienti italiani e stranieri. Ieri per esempio un mio vaso ha preso la strada del Canada.....pian pianino la Ceramica di Silviapotter sta invadendo il mondo. Insomma, ho messo a dimora molti semi e il tempo dirà che cosa ne verrà fuori.

lunedì 26 aprile 2010

Di geni e di riciclo

Si lo so, questo è un blog sulla ceramica, eppure senza tradire l'argomento, vale la pena di considerare due argomenti che alla ceramica sono collegati solo marginalmente, ma che stanno alla base di qualsiasi attività artigianale: i geni e il riciclo, due entità inestricabilmente collegate. La passione per la ceramica deriva dalla necessità di produrre oggetti con le mani, di trovare soddisfazione nel lavoro manuale.
Ebbene, io ho ereditato il gene operoso sia da mia madre (“mai stare con le mani in mano”) che da mio padre (falegname e inventore), il che significa che dispongo di un intero corredo genetico operoso. Sarà per questo che quando vado alla ferramenta mi comporto come un bambino in un negozio di giocattoli?? Sarà per questo che l'unico ricordo che ho di essere andata in profumeria è di quando sono andata a comprare un profumo per la festa della mamma? Certe volte quasi riesco a comprendere perché le donne “normali” mi guardino con un misto di ammirazione e di compatimento. Le mie mani non sono quelle di una mondina ma certo non sarebbero candidate per uno spot di materassi (avete presente quelli in cui le signorine accarezzano con mani affusolate ed espressione rapita il famoso tessuto losangato lato invernale?).
Sono una sostenitrice del “fatto a mano” perché ogni cosa fatta a mano trasmette un pezzettino d’anima. Sono inoltre impermeabile al culto del marchio, perché e i processi industriali sono la negazione dell’anima. Nella mia limitata esperienza di mercatini (ne ho fatti 3 in 10 anni) mi sorprende sempre la ricorrente indifferenza femminile rispetto all’artigianato, soprattutto quando si tratta di ceramica funzionale (Non ha un marchio, fosse anche Tupperware, non ce lo voglio nella mia cucina). Sono rare le eccezioni, mentre i maschi, generalmente non interessati alla stoviglieria, hanno il piacere di osservare “come” gli oggetti sono fatti per capirne il processo. Ecco, qui darei soddisfazione al mio papà che voleva che il suo secondogenito fosse un maschio: a me interessa capire “come” le cose sono fatte. Il mio taccuino mentale è zeppo di cose che vorrei provare a fare con una quantità di materiali, stoffa, carta, legno, ferro, vetro, ceramica. Ed è per questo che sono in grado di spendere ragguardevoli quantità di denaro per acquistare
non i prodotti finiti, ma i materiali e gli attrezzi con cui realizzarli (o almeno tentare di farlo). Ma la massima libidine dove la trovo? Quando non devo acquistare le materie prime e l'attrezzatura e posso applicare i miei geni (ed ecco che torniamo all’argomento di partenza) al riuso di materiali di fortuna, riciclare scarti e scampoli avanzati per ottenere qualcosa di utile e bello. E qui la rete mi viene incontro, perché il riciclo è di grande moda, e ci sono quantità di siti che ti insegnano a costruire scatoline e perline con la carta usata, mini serre con le lampadine bruciate e una quantità di altre idee. Ci sono quantità di mostre ed eventi dedicati al riciclo di materiali, come per esempio le collane di bottoni di Chiara Trentin, recentemente balzata alla notorietà in questo settore.
Ecco, questa lunghissima digressione solo per dire che di recente ho preso in mano il mio taccuino delle esperienze da fare e mi sto divertendo un mondo con il vetro, i metalli e l'argilla, con i quali sto costruendo collane e orecchini come quelli che vedete in foto. Nei prossimi post magari lo spiego nel dettaglio.