Colta da entusiasmo, ho pensato a un’installazione di scatole decorative ma mi sono stufata dopo la seconda, probabilmente perché non riesco ancora a trovarci un’utilità. Poi ho cambiato nuovamente impasto e ho deciso di tentare la sorte con le scatole raku, per provare i coloranti su base bianca e vedere che effetto fa la cavillatura su una superficie già sovrabbondante. Della cottura raku prò racconterò in un altro post, visto che ci hanno fatto un intero servizio fotografico.
venerdì 2 luglio 2010
Teoria e pratica
Colta da entusiasmo, ho pensato a un’installazione di scatole decorative ma mi sono stufata dopo la seconda, probabilmente perché non riesco ancora a trovarci un’utilità. Poi ho cambiato nuovamente impasto e ho deciso di tentare la sorte con le scatole raku, per provare i coloranti su base bianca e vedere che effetto fa la cavillatura su una superficie già sovrabbondante. Della cottura raku prò racconterò in un altro post, visto che ci hanno fatto un intero servizio fotografico.
sabato 26 giugno 2010
Made in Italy: Vetlo di Mulano??
Nei guai 3 società: due nella "patria" del vetro e una a Jesolo
Con un cambio di etichette cocci trasformati in artigianato
mercoledì 23 giugno 2010
Ricorrenza di giugno: Mostra dell'Artigianato Artistico Città di Feltre
Fine giugno è tradizionalmente il periodo in cui faccio l'unica (per il momento) fiera dell'anno, la Mostra dell'Artigianato Artistico Città di Feltre, che si terrà da domani sera, giovedì 24 giugno fino a domenica 27. Stesso luogo, più o meno lo stesso allestimento, ceramiche vecchie e recenti e - novità - una serie di gingilli, collane, braccialetti e sopratutto orecchini, costruiti attorno alle perline di ceramica di cui ai post precedenti, in pasta egiziana, raku o ossidazione e alle perle al lume con cui mi sto divertendo ultimamente.
Non ho abbandonato la ceramica, per la verità ho anche ripreso in mano il tornio in vista di un progetto di stoviglie color ambra di ferro in terraglia con decalcomanie. Altro discorso da continuare in altro momento.
Ridiscesa nel mondo reale del vasaio comunque, ho subito ricordato come mi si conciano le mani lavorando l'argilla al tornio. Ne ho ricavato un'unghia abrasa e la rimozione del "tatuaggio" di henné che mi ero fatta fare sul polso e l'avambraccio da una signora marocchina (di cui peraltro andavo piuttosto fiera).
Ecco dunque l'annuncio formale degli argomenti che tratterò nei post che verranno, una promessa e un promemoria.
- esiti del corso di costruzione manuale di Lana Wilson: trasposizione della tecnica di Lana in bassa temperatura, in ossidazione e riduzione.
- cottura raku di fine maggio: scatole e perline
- escursione nel mondo del vetro: perle al lume, vetrofusione e nuovo forno multifunzione Prometheus Pro 7.
Per il momento corro a stampare i miei bigliettini per la mostra. Siete tutti invitati!!!!
lunedì 24 maggio 2010
Nuovo gioco: le perle al lume
C'è un'altro posto nella mia mente in cui sono terrorizzata dal fuoco, retaggio di uno spavento infantile, di quando andò a fuoco la falegnameria di mio padre a Buenos Aires e papà si bruciacchiò braccia e sopraciglia per spegnerlo...
Ma il fascino prevale. Forse ciò che mi cattura è la sfida di controllare il fuoco, di misurarmi con lui e sfruttare la sua potenza per i miei scopi.
Ad ogni modo il nuovo giocatolo è un cannello per vetro collegato a una bombola di propano, la stessa che uso per il raku. Il gioco è antico ed è anche una specialità veneziana: le perle al lume. La cosa assurda è che a Venezia si stia perdendo in favore del vetro cinese: vi sfido a comprare vetro di Murano senza essere bidonati, ma questa è un'altra storia.
Avevo pensato di fare un corso per imparare a farle, ma il cannello era qui e funzionava, e in rete ci sono un sacco di video e tutorials... Quindi ecco le prime, tenere perle al lume di silviapotter. Quanto agli orecchini, un grazie a Alessia Beads and Tricks per l'idea del fiore.
venerdì 21 maggio 2010
Il ritorno della pasta egiziana Part III: supporti per la cottura delle perle
Seguito delle parti I- Generalità e II-Impasto e foggiatura.
Le perline vanno infilate nel filo metallico (1) e poi il filo va tenuto sospeso da qualche marchingegno portante (2).
(1) Il problema del filo metallico era scegliere tra materiali e spessori: filo di acciaio zincato, acciaio inossidabile, o acciaio ricotto (noto come "da edilizia")? Il filo zincato va escluso, perché la cottura esegue il procedimento inverso alla zincatura, col risultato di avere crosticine di zinco in giro per il forno che potrebbero aderire allo smalto (un effetto collaterale di questo fenomeno è comunque una certa riduzione all'interno del forno, il che ha fornito risultati piuttosto interessanti in stile raku come quelli visibili in foto). Il filo d'acciaio inossidabile ha un costo maggiore, ma può essere riutilizzato. Trovo che sia ottimo per fare degli uncini riciclabili, ma inutile se il filo sarà usato una sola volta. In quest'ultimo caso, cioè quando il filo sarà usato per costruire dei sostegni a perdere, meglio usare il filo "da edilizia", più economico e duttile. Quanto agli spessori, il filo da 1 mm è sufficiente. Compatibilmente con i fori delle perline si potranno però usare spessori maggiori, ma se si vuole usare un filo più sottile di 1mm, sarà meglio andare sull'acciaio inossidabile.
(2) Quanto a supporti, ne ho costruiti di vari tipi e qui la discriminante da considerare è se le perline dovranno essere movimentate a caldo o no. In altre parole, se si fa una cottura statica elettrica o a gas si potranno usare marchingegni più semplici, come per esempio delle colonnine in refrattario che reggano bastoncini di acciaio di resistenza adeguata, che a loro volta reggano il filo su cui sono infilate le perle. Se invece le perline saranno rimosse incandescenti dal forno per la post-riduzione, sarà conveniente costruire supporti più complessi ma che consentano una manovra sicura e veloce senza che le perline si tocchino tra di loro. Ecco perché mi sono documentata a questo proposito e ho costruito sostegni di due tipi.
Tipo 1: Ho fatto dei coni in refrattario con dei fori fatti diagonalmente dall'alto verso il basso con un filo da 1.5mm (il refrattario ha un ritiro basso ma ce l'ha, per cui se si usa un diametro da 1mm non si riuscirà a inserire il filo da 1mm dopo la cottura del supporto). Ho fatto molti fori sulla superficie del cono in modo da avere scelta al momento di posizionare le perline in base alle loro dimensioni, sempre per evitare che si incollino tra di loro. Alla sommità del cono ho modellato una specie di maniglia che servirà per afferrarlo con la pinza da raku. Poi ho tagliato un pezzetto di 3 o 4 cm di filo di acciaio inox da 1 mm e l'ho piegato a zig zag con le pinze per bloccare la perlina infilata, e ho poi inserito l'altra estremità del filo nel cono. Trovo questa soluzione soddisfacente per due motivi: Mi piace l'idea di costruire ausili per la ceramica con l'argilla stessa, e poi il filo inox si può riusare più volte.
Tipo 2: L'altro supporto è in metallo e prevede la costruzione di una gabbia con delle staffe di acciaio zincato tenute insieme da bulloni, sulla quale si appenderanno in verticale i fili di perle infilate nell'acciaio economico da edilizia - visto che poi sarà tagliato e buttato - separate dalla solita piega a zig zag. La ragione per cui non si appendono in orizzontale è per evitare che flettendo il filo si abbassi distruggendo le perle sottostanti.
Dopo la cottura a 980/1000°C i monili si staccheranno abbastanza facilmente dai fili, anche se in qualche caso si dovrà ruotare con forza il filo per ottenerne il distacco.
Una cosa buffa che ho notato è che in presenza di umidità anche dopo cotto questo materiale continua a trasudare sali che formeranno delle crosticine antipatiche ma rimuovibili. Questo non significa però che questi sali siano sufficienti a creare nuovo smalto per un’eventuale ricottura.
mercoledì 19 maggio 2010
Ancora pasta egiziana Part II: impasto e foggiatura
Ogni promessa è debito ed ecco il seguito del resoconto delle mie esperienze in tema di Pasta Egiziana, la continuazione della prima parte che ne descrive le generalità.
Impasto e foggiatura
Dato l'alto contenuto in silice e le conseguenti controindicazioni per la salute, è il caso di introdurre tutti gli ingredienti (la ricetta di Ceramics Monthly nel post Parte I) in un sacchetto di plastica e amalgamare lì l'impasto al chiuso, aggiungendo l'acqua gradualmente fino a ottenere una pasta lavorabile, e maneggiare poi con le mani protette da guanti. Alcune fonti dicono che convenga lasciare riposare l'impasto per ottenere una maggiore plasticità, che è già bassa in questo materiale. Per modellare si possono usare stampi e texture varie ma bisogna considerare che il dettaglio fine non sarà visibile una volta cotto, perché sarà coperto dallo smalto. Il foro della perlina io lo faccio con una punta da trapano da 1.5mm prima che sia a durezza cuoio, trovo che sia uno spessore sufficiente per infilarle come voglio. Con la pasta egiziana non serve calcolare il ritiro, che è praticamente trascurabile.
Egyptian paste revealed - Part 1: I segreti della pasta egiziana
Nefelina sienite 39%
Soda Ash 6%
Bicarbonato di Sodio 6%
Caolino 6%
Ball Clay 6%
Silice 37%