domenica 27 marzo 2016

1-2-3 Aprile 2016 Giornate Europee dei Mestieri d'Arte 2016. Io esisto e anche Feltre non scherza

Pasqua bassa, questa primavera c'è un vento surreale e qualche fiore spaesato, anche se io non ho avuto ispirazioni a tema quest'anno, niente uccellini di vetro.
Ho aperto la mia bottega artigiana in Gennaio e il giornale locale se ne è accorto ieri (meglio tardi che mai).

Qualche turista si perde in questi vicoli ogni tanto e finisce davanti al mio portone. Quelli che poi si spingono oltre il giardinetto e all'interno del laboratorio sono ancora meno, ma la bella cosa è che ne escono sempre soddisfatti. SEMPRE!!! E questo mi scalda il cuore.

C'è comunque una notizia di rilievo: il prossimo fine settimana a Feltre ospitiamo le Giornate Europee dei Mestieri d'Arte. E' evento che si svolge contemporaneamente in vari paesi europei e in tre regioni italiane (Veneto inteso come Repubblica di Venezia, Toscana e Milano) su iniziativa della Francia, che lo celebra con grande successo fin dal 2003 .


La particolarità della manifestazione è che ogni artigiano che partecipa lo fa nel proprio laboratorio, offrendo gratuitamente dimostrazioni/corsi/attività/mostre/concertini/conferenze/aperitivi o qualsiasi cosa abbia voglia di condividere gratuitamente con il pubblico. Sì, avete capito bene, GRATUITAMENTE, perché lo scopo è promuovere l'artigianato d'eccellenza, la conoscenza e la sensibilità rispetto ai mestieri d'arte. Una fantastica opportunità di entrare nelle botteghe, vedere i creatori all'opera e imparare ad apprezzare le professioni che hanno fatto il nome del Made in Italy e che purtroppo stanno scomparendo.
Consultate il programma Veneto completo qui.
A Feltre e dintorni ci sono quattordici attrazioni da visitare.

1 – Lavanderia 18 e Seconda Pelle - Sartorie
2 – Esposizione ceramica e fotografie
3 – Silvia Decet – Ceramica e vetro
4 – Centro di Musica Unisono
5 - Sergio Innocente - Orafo
6 – Laura Ballis – Affreschi e Meridiane
7 – Giuseppe De Lazzer – Cuchi
8 – Il Sapone di Ilenia
9 – L’albero della Luna – Scultura in legno
10– Dario Sogmaister – Mosaico
11 – Laboratorio Feltre
12 – Officina Velo di Oscar Martello - Fabbro
13 - Universo Legno
14 - Tre Civette sul Comò – Tessitura


Ovviamente il laboratorio di Silviapotter sarà aperto in Centro Storico, via Gerolamo Lusa 1C. 
Ecco il mio programma.

Venerdì 1 Aprile
Ore 9-12, 14-19: Laboratorio aperto
Ore  14- 16:  Mini corso di ornamenti raku su prenotazione (adulti e adolescenti). Prima fase: modellazione dell’argilla per la creazione di ciondoli e perle (su prenotazione)
Ore 17 – 18: Dimostrazione di lavorazione del vetro con la tecnica “a lume” (lampwork) 

Sabato 2 Aprile
Ore 9-12, 14-19: Laboratorio aperto
Ore: 11-12, 17-18:  Dimostrazione di lavorazione del  vetro con la tecnica “a Lume “ per la creazione di perle 

Domenica 3 Aprile
Ore 9-12, 14-19: Laboratorio aperto
Ore 9-12: Mini corso di ornamenti raku  (adulti e adolescenti). Fase 2: Cottura raku  (Su prenotazione)
Ore: 16-17:  Dimostrazione di lavorazione del  vetro con la tecnica “a Lume “ per la creazione di perle  


Ci sono ancora posti disponibili (pochi) per il mini corso di ornamenti raku. Per prenotare mi potete contattare via mail: info@silviapotter.com.

Sono molto contenta di questa cosa, specialmente perché si è creato un gruppo di artigiani che potrebbe rivitalizzare lo splendido e sonnacchioso centro storico di Feltre.


domenica 3 gennaio 2016

Buon anno da www.silviapotter.com

L'anno nuovo assomiglia molto a quello vecchio, ma per me porta una grossa novità. SONO ARTIGIANA!!! Dal primo gennaio il mio piccolo laboratorio è aperto. La giornata inaugurale (in attesa di fare un'inaugurazione decente in primavera per questioni di spazio e di clima) è stata molto silenziosa. Il primo ospite è stato il mio vicino di casa più odioso, il quale si è limitato a entrare nel cortile, non ricambiando il mio saluto, e a uscire senza mettere piede o sguardo in bottega. Poi si sono presentati altri più gentili, ma, data la mia posizione defilata, che è poi nel mio stile low-profile, il pubblico ci metterà un pochino a scoprire che esisto.

Per ora mi consolo continuando a fare cose belle, che prima o poi saranno (speriamo) apprezzate dai visitatori. 

Per la cronaca, il sito è ormai in rete in forma trilingue (italiano-inglese-spagnolo), con una selezione di foto di ceramiche e gioielli in vetro e tutte le informazioni del caso.

BUON ANNO NUOVO!!!!
www.silviapotter.com

giovedì 12 novembre 2015

Dal virtuale al reale (ci siamo quasi)

Ho iniziato questo blog per comunicare le mie inquietudini di ceramista in erba. Era la primavera del 2008 e quello che avevo in mente era di rompere l'isolamento dell'artigiano di provincia rivolgendomi alla potenzialmente sterminata platea di miei complici virtuali, colleghi, neofiti curiosi e puri spettatori della blogosfera. Ho condiviso le mie scoperte, relazionato sui miei progressi, testimoniando sia i miei entusiasmi che le mie perplessità. Ho anche solleticato le mie antiche ambizioni letterarie, ho raccontato storie di terra e di sabbia, di ceramica e di vetro.
Senza una vera finalità pubblicitaria o commerciale però, a lungo andare mi sono stufata di questo dialogo allo specchio e ho lasciato campo libero alla mia naturale ritrosia (altrimenti detta orsitudine, l'essere orsi). In altre parole ho smesso di aggiornare il blog, e il tempo mi ha dato ragione visto il trionfo universale di altre forme di condivisione social, più brevi e per me meno interessanti.
Ho continuato a sperimentare e a imparare nuove tecniche, ma ad un certo punto, superati i 50 anni (ormai da un po') senza aver minimamente sfondato nel mondo virtuale (anche se continuo a provarci su Etsy), ho deciso di tornare al buon vecchio mondo reale per tentare di aprire una bottega artigiana nel cuore del centro storico di Feltre in cui abito.



Lo spazio è un progetto ormai antico: ci sono voluti 7 anni per giungere allo stadio attuale, a cui manca ancora un vero allestimento. Ho scrostato, carteggiato, consolidato, trattato, sverniciato, cerato per lunghi mesi per arrivare qui. Le case vecchie richiedono molte attenzioni ma danno anche molte soddisfazioni. L'estate è stato piacevole saldare, limare e armeggiare con i miei attrezzi da questa postazione.




L'ultima battaglia è stata quella burocratica. Questo post l'ho iniziato in primavera, e solo questa settimana, norma alla mano, sono riuscita a vincere la mia piccola battaglia: dal primo gennaio Silviapotter diventerà artigiana a pieno titolo e il laboratorio sarà realtà.

Nel frattempo vi lascio con due degli ultimi nati.

Il primo è un anello importante progettato appositamente per una donna importante (che non sono io).


Il secondo è un gruppetto di anellini da abbinare, "stackable rings", che ho fatto con le gocce di vetro incastonate in rame e in argento. Ne ho letteralmente fatti di tutti i colori. Sono carinissimi ad uno ad uno ma in gruppetti sono assolutamente perfetti.


Sarà mia cura informarvi dei prossimi sviluppi, visto che adesso so per certo che ci saranno.
Wish me luck!!!
















domenica 3 agosto 2014

Di cabochon e castoni

Ultimamente mi sono appassionata alla costruzione di perle senza buco, ovvero di cabochon, e ai modi in cui questi possono diventare dei gioielli. Le proprietà e il comportamento del vetro sono sempre gli stessi ma lavorare su una superficie piatta anziché su un ago è una sfida che non potevo non raccogliere. L'esempio da cui ho imparato molto è Dora Schubert, che mi ha fatto capire i giochi di trasparenze ed elementi geometrici.


Al repertorio normale di punti e righe si sono aggiunte man mano tecniche più specifiche come quella della bravissima Mangobeads, i cabochon arlecchino, che sfrutta le caratteristiche naturali del vetro. Una tecnica laboriosa che dà dei risultati di grande soddisfazione.



Lo scopo iniziale di fare anelli è stato ampiamente raggiunto. Rame e argento sono perfetti per questo lavoro. La curva di apprendimento è stata molto ripida inizialmente, ma a un certo punto la costruzione dei castoni e poi degli anelli è diventata quasi naturale e una divertente alternativa al cannello.


A questo punto si tratta di trovare qualche altro utilizzo per i castoni, due tentativi sono già stati fatti. A voi il primo paio di orecchini.




martedì 24 giugno 2014

Anelli e mostra dell'artigianato artistico citta' di Feltre

Mia sorella diceva che da un artista non si possono pretendere piu' di una o due ossessioni. In un artigiano ce ne stanno di piu'? Magari tre o quattro ossessioni vagamente meno totalizzanti? Negli ultimi mesi ho lavorato a una delle mie: rendere i vetri indossabili in modi sempre diversi. 

Questa sfida e' stata piu' interessante del solito, perche' mi ha permesso di sconfinare in territori non esattamente miei, in tecniche di gioielleria che appartengono propriamente agli addetti ai lavori. Mi sono documentata, ho indagato le procedure ed i materiali (cosa non ovvia che pone un certo grado difficolta' quando si impara su testi anglosassoni e si pretende di tradurre le tecniche in italiano) e nei momenti di sconforto ho cercato lumi dal maestro orafo Sergio Innocente, che gentilmente ha incoraggiato e indirizzato i miei sforzi. 


Il mio lato anarchico dapprima ha cercato scorciatoie in grado di scavalcare le difficolta', poi lentamente e umilmente si e' arreso alle istruzioni dei testi. 

Ed ecco che finalmente, per approssimazioni successive, by trial and error, enfasi su error, ho imparato a saldare i castoni a misura dei miei vetri, e quindi a saldare gli anelli sui castoni. Grande soddisfazione (e qui il pubblico fa la ola), seguita da compulsione a ripetere per consolidare la tecnica e quindi dalle variazioni sul tema. I risultati sono quelli che vedete, e che potranno essere avvicinati nel mio stand della mostra dell'artigianato di Feltre, dal 26 al 29 giugno, ovvero questo fine settimana.




sabato 31 maggio 2014

Bignami degli ultimi mesi

Sempre meno voglia di scrivere o di fare foto...
Non che non ci siano novita', sono tornata a Murano e questa volta sono andata a cogliere perle di saggezza dalla talentuosa Elena Rosso di cui forse raccontero in un'altra occasione, e soprattutto finalmente lo studio, ovvero quello spazio che da 6 anni attende di diventare bottega e ufficio, e' finalmente in costruzione. Questo non significa che ne vedremo la fine a breve, ma se non altro avanza.


In primo piano la griglia apotropaica, ovvero un augurio di poter usare lo spazio e l'allegato giardino in modo conviviale. Questa piccola loggia ha molta storia ed e' situata in un  luogo particolarmente sensibile in termini archeologici. 

L'apprendistato creativo e' andato avanti. In tema di ceramica si procede, lentamente, con la sperimentazione di smalti ad alta temperatura su gres. Sono possibili sviluppi a breve, anche se con la pressione dell'unico appuntamento pubblico a cui partecipo, la Mostra dell'Artigianato Artistico Città di Feltre, dubito di riuscire ad avere la concentrazione necessaria per studiare smalti. Anche perche' sono, al solito, traviata dal vetro e dalle sue infinite variazioni. Nell'ultimo periodo infatti ho cercato modi in cui utilizzare le perle barocche che di tanto in tanto mi scappano, e in prima battuta sono venuti fuori alcuni anelli rivettati su rame e alluminio. 



Statement rings direbbero alcuni, armi improprie direbbero altri.


L'evoluzione naturale di questi anelli è stata l'abbandono (temporaneo) delle perle e dei rivetti in favore dei cabochon e dei castoni, via l'acquisizione di una nuova serie di tecniche, tra cui la temuta saldatura, prima su rame, poi su argento.



Solo dopo aver acquisito confidenza con il taglio, la limatura e la saldatura, e dopo aver sconfitto il timore reverenziale dell'argento (nonché lo scrupolo economico), sono venuti fuori questi, fin qui il punto d'arrivo.

domenica 27 ottobre 2013

Perle soffiate!


Chi mi frequenta in questo blog (e non avrà avuto modo di leggere alcunché di recente a causa del mio operoso silenzio) saprà che ho riposto molte speranze nella nuova tecnica per fare le perle soffiate del Maestro Davide Penso.
Trattasi di tecnica sfuggente, per apprendere la quale l'allievo è costretto a soffiare e tritare vetro per diverse ore in attesa che il miracolo avvenga e la palla si materializzi. Il vetro si scalda, si soffia, si soffia ancora, si fa esplodere (involontariamente) e si fa sbollire poi - tritandolo - in acqua per ricominciare da capo.


E fu così che in luglio, com'è noto mese che tipicamente garantisce le temperature più adatte per lavorare in prossimità di una fiamma aperta, decisi di affrontare l'impresa: provare a soffiare delle palle di vetro.
Ma dopo innumerevoli tentativi falliti - con le conseguenti quantità di prodotto tritato -  mi resi conto che, durante il corso, l'enorme concentrazione profusa nella prima fase della procedura mi aveva fatto completamente perdere di vista i passi successivi. Vale a dire che dopo aver scaldato-soffiato-tritato vetro per alcuni giorni, quando iniziavo a intravvedere un accenno di epifania, ovvero quando finalmente riuscivo a gonfiare una palla senza causarne l'esplosione.... beh, non avevo la più pallida idea di come continuare, come fare il secondo foro, come staccare la perla dalla canna....
Nulla.
Dopo la palla......il nulla.


Nell'impossibilità di correre a Murano a rifare immediatamente il corso, ho ricordato quello che si sente dire così tanto in questi tempi di crisi, cioè che la sinergia fa la forza, e mi sono rivolta a qualcuno che mi avrebbe sicuramente capita. E' quindi solo grazie alla consulenza di Carmen Buganza, altra originale presente al corso di maggio, sapiente artigiana del vetro, che sono riuscita a completare l'intero procedimento producendo le mie PRIME PERLE SOFFIATE!!!!!



Le immagini allegate contengono alcuni esempi. Non sono perfette, e ci sarà ancora molto da lavorare per renderle tali, ma prima di continuare a tritare vetro devo capire ancora un paio di questioni importanti.
In primo luogo cosa farci con tutte queste palle, anche se ho già un paio di idee che non c'entrano con la bigiotteria in questo senso. Poi cosa fare del vetro tritato in corso d'opera, visto che buttare la materia prima mi mette profondamente a disagio (in ceramica non si butta nulla). In questo caso sarà interessante sperimentare le possibili interazioni tra avanzi di vetro e terra.