martedì 20 gennaio 2009

Ceramica negli Stati Uniti


Questo viaggio invernale ha decisamente portato diversi sviluppi in tema di ceramica. Ho visitato un centro per le arti visive nei pressi di Kahului nell'isola di Maui (Hawaii) e li' ho visto al'opera un paio di ceramisti texani; ho visto il lavoro di taluni artigiani hawaiiani (i centri turistici pullulano di negozietti di artigianato che loro chiamano "galleries" decisamente scavalcando la staccionata che divide l'artigianato dall'arte); ho avvicinato il vulcano Kilauea in eruzione e ho osservato le tracce del suo lavoro raku sulle pendici dei crateri, resti di pirite dorata su nera lava. Incredibile quanto la geologia abbia in comune con la ceramica. Ho anche scoperto che i laboratori di ceramica sono propensi agli incendi, verificando di persona cosa resta di essi dopo il disastro. Ho preso un sacco di appunti mentali su spunti che vorrei sviluppare, ma soprattutto, ho visto a Pomona, presso l'American Museum of Ceramic Art (AMOCA) lo straordinario lavoro congiunto di Tom Coleman e Frank Boyden. Coleman e' un maestro nell'uso del tornio e nella formulazione degli smalti. Boyden incide straordinarie figure sulle superfici tornite, evocative di elementi naturali, pesci e uccelli specialmente, mentre altre volte traccia sulla creta riflessioni filosofiche sulla vita e la morte. Gli artisti testimoniano di una collaborazione estremamente rispettosa delle proprie individualita' che si traduce in opere di grande suggestione.

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